News
Il giardino
INAUGURAZIONE LITTLE FREE LIBRARY-FESTA DI PRIMAVERA

Il giorno giovedì 18 Maggio è stata inaugurata, presso il Parco San Michele, la "little free library", ovvero una biblioteca libera. La nostra...

Leggi tutto...

 

Al primo piano del Palazzo San Michele di Tirano, all’interno dei centri diurni per disabili è allestita una galleria d’arte contemporanea che accoglie i lavori creativi realizzati dagli utenti che frequentano tali servizi. Adiacente all’esposizione si trova anche il laboratorio creativo, un tempo e uno spazio di libertà in cui scoprire, sperimentare, apprendere tecniche e costruire percorsi creativi, attraverso l’utilizzo di materiali artistici tradizionali e di recupero.

Il lavoro esposto è frutto di due progetti  iniziati nel 2007 intitolati “Creiamo l’arte” e “Visite mostre artistiche” che coinvolgevano un gruppo di 8 utenti, 4  dei quali appartenenti al C.D.D. Beata Chiara Bosatta e 4 al C.D.D. San Michele.

Lo spunto per iniziare questo nuovo percorso ci è stato offerto dalla mostra di Picasso che si è svolta nel 2007 a Sondrio.

Inizialmente abbiamo eseguito delle ricerche in biblioteca con lo scopo di far conoscere agli utenti le principali correnti artistiche,  le biografie di alcuni importanti pittori e le loro opere, utilizzando vari mezzi di comunicazione quali: internet, dvd di arte, riviste, libri semplici di storia dell’arte.

Abbiamo effettuato un semplice “viaggio nella storia” partendo dalla pittura degli uomini primitivi, studiando gli Egizi, i Greci e le varie epoche (il Medioevo, il Rinascimento), giungendo al periodo dell’Impressionismo fino ai giorni nostri.

La fase successiva alla preparazione teorica consisteva nella visita di mostre e offerte culturali presenti sia nel nostro territorio che extraprovinciali (Brescia, Como, Milano, Firenze); a volte in base alle offerte territoriali avveniva il procedimento inverso, ossia dalla visione della mostra si approfondiva la vita e lo stile dell’artista (es. Van Gogh a Brescia). Contemporaneamente a questo lavoro gli utenti venivano coinvolti nello sperimentare le varie tecniche artistiche/espressive, riproducendo copie di quadri visionati nelle varie mostre o su libri di arte che erano particolarmente piaciute o che avevano suscitato in loro ricordi o emozioni.

Il lavoro svolto in questi anni non pretende di avere un’ attinenza con l’approccio psicanalitico cioè con l’interpretazione della produzione artistica come strumento liberatorio di vissuti più o meno inconsci che necessitano di un canale comunicativo per poter essere portati in superficie, ma vuole essere un’attività intesa come uno strumento per raggiungere un ideale benessere psicofisico, un equilibrio emozionale e affettivo che sappia dare un senso al fare e un significato alle varie fasi di lavoro.

In questo contesto, riteniamo però più opportuno sostituire il termine arte-terapia con  la locuzione arte-per-il-benessere, dove l’arte diviene strumento di “uno star bene” con se stessi e con gli altri, un momento per “star dentro” la relazione e la quotidianità, per essere protagonisti della propria storia, della propria vita.

Nel prodotto realizzato la persona si può riconoscere come soggetto attivo, capace di produrre oggetti materiali e soggetto attore di esperienze emotive. Il semplice fare, non è pertanto solo una linea o una pennellata, azioni e gesti fini a se stessi, ma si inseriscono in un quadro più ampio che restituiscono alla persona, a prescindere dalle limitazioni o dai deficit, una propria dignità. Per essere un artista, bisogna lavorare con le mani, la testa ed il cuore e pertanto queste opere realizzate, cariche di una valenza affettiva, vanno considerate come un vero e proprio prodotto artistico, poiché quelle mani che a volte si imbrattano di colore, indugiano sulla tela e maldestramente operano, sono comunque dettate dalla necessità di sentirsi persona portatrice di abilità e di competenze e aprono alla possibilità di sviluppare un ulteriore canale comunicativo.

Tra le varie attività che si svolgono al CDD, l’arte-per-il-benessere riveste un’indubbia posizione di privilegio in quanto sono molteplici i livelli riabilitativi coinvolti: di primo acchito la pratica manuale è utile allo sviluppo e successivamente, al mantenimento dell’abilità fino-motoria,  ma anche l’utilizzo di metodi alternativi  (pittura con il piede o con la testa tramite l’ausilio di un caschetto), oltre a conservare la fluidità delle parti del corpo coinvolte, permette a chi non è in grado di utilizzare gli arti superiori, di partecipare ad un’attività ricca di rimandi positivi. Al di là delle manualità necessarie, infatti, altre competenze concorrono all’attività. Innanzi tutto, poiché l’arte-per-il-benessere viene svolta in piccoli gruppi, il principio della cooperazione tra i membri che partecipano al laboratorio presiede per tutta la durata dell’attività stessa; concorrono, inoltre, la dimensione cognitiva, relativa alla conoscenza dei materiali e delle fasi della creazione dell’opera, delle correnti artistiche e delle varie tecniche espressive; infine, la parte che gioca un ruolo predominante è

legata all’aspetto emotivo, la dimensione emozionale che dà vita a tutta  all’esperienza.

Ulteriori obiettivi cardine di tale progetto, ovvero l’integrazione delle persone con disabilità e lo sviluppo di una comunicazione positiva, si basano sul concetto fondamentale che tali opere realizzate possano avere un’ulteriore visibilità, escano dai circuiti protetti per diffondersi sul territorio, creando così un processo di “inclusione” che diffonda una cultura civile, democratica e che riconosca ad ogni persona un proprio ruolo ed una propria identità.

                    

 Le educatrici Stefania Sala Peup, Ivonne Bongiascia